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Blocco newssss

scritto da Giulio De Luca
Voglio innanzi tutto ringraziare il Blocco per aver definito questo giornaletto un “periodico”, nonostante non fosse sicura la sua seconda uscita, e soprattutto per avermi dato dell’ignorante. Io non credo di aver scritto niente contro il Blocco, e in particolare contro alcun membro di esso. Se l’ho fatto, è stato un gesto involontario, mi dispiace. L’articolo era contro il Testo Unico, ma nonostante questo sono stato offeso – anche se in realtà non è che mi freghi qualcosa – comunque, da persone che non mi conoscono neanche.
Voi avete detto che la nostra proposta è peggio del male. Ci avete consigliato di andare a studiare Marx, prima di dire cose del genere. Bene, capisco benissimo di non essere un grande economista tale era Marx, ma capisco molto meglio come a volte non serva conoscere la teoria, ma basti guardarsi intorno.
Secondo voi, se i libri fossero “gratuiti” insieme alle scuole e alle università l’Italia fallirebbe?
In Francia il sistema di dare i libri in usufrutto gratuito (e non gratuiti) agli studenti ogni anno è in vigore gia da molto tempo – ho vissuto per ben due anni a Parigi e qualcosa mi ricordo -, e, da un po’ anche le università sono diventate gratuite.
Cuba, nonostante sia considerato un Paese del terzo mondo che in quarant’anni a causa dell’embargo imposto dagli Usa ha perso ben ottantasei miliardi di dollari – miliardi, quelli con nove zeri -, tralasciando i suoi altri difetti, concede un ottimo e gratuito sistema sanitario e scolastico, che ogni anno “sforna” centinaia di medici che vengono mandati in Sud America e in Africa a combattere le epidemie e ad offrire cure gratuite per i più poveri.
La Francia è fallita? Cuba è fallita? Credo proprio di no…
La Scuola e lo Studio sono un diritto sancito dalla Nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La Scuola e lo Studio sono un Nostro diritto che i nostri genitori gia pagano ogni mese con le tasse.
Il sistema che oggi chi governa ci ha imposto, ci costringe a pagare questo Nostro diritto più del dovuto: le tasse scolastiche, i prezzi dei libri da capogiro fino ad arrivare ai mezzi di trasporto, sono tutte spese a carico delle famiglie che potrebbero (devono) essere tagliate, se non annullate con delle vere politiche a favore della Scuola.
Da un po’ di anni a questa parte, la situazione della Scuola Italiana è caduta sempre più in basso: il nostro Paese, infatti, destina all’Istruzione Pubblica molti meno soldi del Messico o della Corea del Sud; i salari dei professori e del personale ATA sono i più bassi d’Europa, e almeno il 25% delle nostre scuola sono a rischi sismico. Questo processo di degrado è iniziato con la Riforma Zecchino-Berlinguer, ed è continuato con la Riforma Moratti che ha introdotto e rafforzato l’autonomia scolastica. Un’autonomia che maschera una dipendenza dai finanziamenti privati. Mentre, infatti, prima una scuola veniva finanziata direttamente dallo Stato (con i nostri soldi), ora (nonostante noi continuiamo a pagare i contributi per l’Istruzione) è la scuola stessa che deve trovare in maniera autonoma altri soldi per ogni tipo di spesa: dal progetto di teatro, alla riparazione di una finestra, al salario dei supplenti. E nel caso in cui questa scuola non riesca a trovare i fondi dalle aziende o dagli enti locali, indovinate un po’ a chi va a chiedere i soldi? Sempre ai soliti che pagano e pagano e pagano…Facciamo un esempio pratico: se quindici anni fa il Governo, con i soldi pubblici, ha costruito una scuola in un zona a rischio sismico, oggi è quella stessa scuola che deve mettersi a norma cercando i fondi o dai privati o, nel caso in cui nessuna azienda accetti di finanziarla, aumentando le tasse scolastiche. Tutto questo mentre noi continuiamo a pagare le tasse anche per la Scuola, le quali, invece, vengono usate per altri scopi come la guerra in Iraq e in Afghanistan o per la costruzione di una linea ad alta velocità (totalmente inutile) dal costo di venti miliardi e più. E dato che le guerre e la Tav non sono le priorità di questo Paese, anzi non sono assolutamente necessarie, signori miei: l’autonomia scolastica è un furto. E se questo furto non cessa ora, quanti pannelli solari o rotoli di carta igienica pensate che le scuole potranno acquistare?
La soluzione non si trova nel pretendere la chiusura delle scuole private in modo che i soldi che oggi vanno a loro (infatti l’autonomia toglie i finanziamenti pubblici alle scuole pubbliche, per darli ai privati) tornino a noi, perché si tratterebbe di cambiare un articolo della Costituzione (art. 33), mentre credo sia più facile e doveroso cercare di farlo rispettare.
A tutto questo si aggiunge il caro libri: (come dice anche il Blocco) “ogni anno il costo dei libri sale del 5%, il tetto imposto dal Ministero della pubblica Istruzione di duecentottanta euro a famiglia viene puntualmente superato da almeno il 44% delle famiglie, costrette a pagare di più anche fino a trecentocinquanta euro” - la mia quest’anno veniva ben quattrocentosessanta euro, mentre la più alta d’Italia seicentocinquanta euro). Non ci vuole l’Antitrust. Non ci vogliono le fotocopie degli “antifascisti”. Ma non ci vuole neanche il testo unico per sanare una situazione del genere: il testo unico, infatti, prevede solo un abbassamento del costo ingiusto dei libri che deve essere abolito. Una riduzione che per altro non sarà neanche così sostanziale, infatti, è pur vero che si fanno molte (troppe) speculazioni sui testi scolastici, ma è anche vero che ogni casa editrice, come ogni azienda, deve avere un margine di profitto per sopravvivere: ogni editore sul costo totale di un libro perde il 50% con cui sono pagati i distributori, dell’altro 50%, il 20% è usato per pagare i venditori, con il restante 30% bisogna pagare i materiali, i dipendenti, le pubblicità, i copyright, i diritti di traduzione (in caso il libro viene tradotto da una versione straniera) e le spese aziendali (luce, telefono, etc.). Quindi, con un margine di profitto così basso, quanto pensate che verrà ridotto il costo di ogni libro? Se poi pretendiamo che venga venduto al prezzo di costo, quanto pensate che ci metteranno a chiudere le case editrici? Non sto difendendo la vera casta degli editori (e non dei professori…), anzi, non mi piacciono per niente, sto solo dicendo come la proposta del testo unico (a livello addirittura regionale), sia una proposta inutile rispetto a quello che dobbiamo ottenere (e che in altri Paese è stato gia ottenuto): un vero diritto all’istruzione. E se proprio è una proposta che deve essere avanzata, almeno non fatelo in nome del diritto allo studio. Quello che noi vogliamo – e cercherò di portare queste proposte nelle altre scuole, tramite la Consulta Provinciale – è:

 

 

<<…verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…>>

 

P.S.: non venite a parlare di legalità nella distribuzione dei volantini all’interno dell’Istituto… vorreste farci credere che non siete stati voi a ricoprire Bracciano e i muri di scuola, che il Preside ci fa ripagare quindici euro, di scritte “Blocco Studentesco”?

 

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